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Clara Raimondi

Trent’anni ed una passione: leggere

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Ho iniziato ad appassionarmi ai libri ancora prima che sapessi leggere. Com’é possibile? Grazie alle storie inventate da mio padre e mia madre e ad una curiosità sfrenata che mi ha sempre portato a chiedere perché? E proprio per trovare le risposte a tutte le mie domande ho deciso che avrei dovuto imparare a leggere prima di tutti gli altri.

Le parole, forme e suoni hanno sempre esercitato un certo fascino tanto da costringere i miei a regalarmi tantissimi libri ed accompagnarmi, almeno una volta alla settimana, in libreria.

Ricordo ancora Il Gigante di Zeralda di Tomi Ungerer: la storia d’amore e di cucina tra un orco ed una bambina. Un libro che conservo con affetto e che mi capita di sfogliare periodicamente e con il quale riesco a vivere sempre le stesse emozioni.
E poi la lettura dei grandi classici al femminile ma anche i manuali sulla natura e quelli dedicati ai cetacei. All’epoca ero convinta che sarei diventata una biologa marina!

E poi la scoperta dello scaffale, in camera da letto, che conteneva tutti i libri di mia madre: Un uomo di Oriana Fallaci, La lentezza di Milan Kundera e Sognavo l’Africa di Kuki Gallman.

Ero troppo giovane per apprezzare tanta complessità ma ricordo che ne leggevo appena qualche pagine, assaporando il gusto delle storie ed il momento in cui sarei stata abbastanza grande per capire quei libri.

Solo successivamente sono diventati i compagni di lunghi pomeriggi di lettura ma prima ho dovuto scoprire la mia vera, grande passione: gli autori sud americani.

Un mondo fantastico, popolato da storie d’amore travagliate e potentissime, con protagonisti paesi pieni di tradizioni e misteri, questi erano gli ingredienti che mi tenevano sveglia per ore, senza poter dormire.

Dell’immensa Allende ho letto tutto, fino al supremo Ines dell’anima mia e al deludente Il quaderno di Maya, per ritrovare ogni volta le immagini e le storie della mia incantatrice. Come un serpente non so resistere al suo richiamo ed ogni volta che lei é in libreria non devo mancare l’appuntamento.

Avrò letto migliaia di volte Cent’anni di solitudine ed aver promesso altrettante volte a me stessa che avrei chiamato mia figlia Amaranta.

Poi con la maturità ho scoperto quell’Oriana Fallaci di Lettera ad un bambino mai nato, di Un uomo e degli ultimi Intervista con il potere e Un cappello pieno di ciliegie ed é diventata , per me, una di famiglia.

Con lei ho avuto prima un rapporto di odio (dalla lettura dei suoi infuocati articoli su Panorama) e poi di amore incondizionato per il meraviglioso romanzo che é la storia della sua famiglia.

E poi é arrivato Reader’s Bench, il contatto con i lettori, la libertà di raccontare quello che leggevo e le scoperte straordinarie: i graphic novel, gli autori emergenti e poco considerati, le chicche delle piccole case editrici e la forza prepotente della scrittura della giovane Viola Di Grado.

Da ieri ho trent’anni e questo é il riassunto della mia vita ispirato alle mie letture. So che tanti altri libri, disseminati nelle mie librerie e fuori, sono lì pronti ad aspettarmi e non vedo l’ora di iniziare nuove avventure.

E voi, se doveste riassumere la vostra vita con i libri che avete letto, quali scegliereste?

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Clara Raimondi

Cresciuta tra le storie inventate da mamma e papà e dopo aver letto centinaia di volte Marquez e tutti gli autori sudamericani, ha fondato Reader’s Bench (www.readers-bench.com): un blog letterario ma anche un posto speciale dove parlare di libri. La famiglia poi si é allargata e sono nati Little Readers, dedicato ai piccoli lettori, e Young Writers il blog degli scrittori emergenti. Per ultimo é arrivato Reader’s Bench Magazine, un giornale letterario digitale, in free download, che ha superato le 400 000 visualizzazioni. Vorrebbe lavorare in, su, per, tra, fra i libri.

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