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Clara Raimondi

Quattro chiacchiere con Maria, la mia libraia

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Maria Di Girolamo é la libraia de L’isola che non c’é di Pontinia. Se abitassi in questa cittadina farei della sua libreria il centro delle mie giornate, ma abitando lontano mi avvalgo dei suoi servigi solo virtualmente. E’ a lei che chiedo consiglio sulle prossime letture ed é sempre lei che mi da le dritte sulle case editrici da incontrare durante le fiere.
Con lei ho voluto fare une bella chiacchierata telefonica e parlare della storia de L’isola che non c’é, dello spauracchio di e-book ed e-reader e delle persone che non mettono mai piede in una libreria.

Maria mi racconti la storia della tua libreria?
La mia libreria nasce nel 2003 (e sì, se te lo stai chiedendo compirà dieci anni a settembre) dopo uno percorso personale che mia ha portato, nella maturità, ad intraprendere questo viaggio. L’idea nasce con l’uscita di un bando dedicato alle imprese femminili che premiava con un corso, e non con finanziamenti, le idee migliori. Ho vinto la possibilità di partecipare e di ricevere il sostegno tecnico per la fase iniziale dello start up della mia piccola impresa. Vuoi sapere che cosa ho detto alla commissione per suscitare interesse? Ho spiegato loro che nel mio paese c’erano trenta bar e altrettanti parrucchieri e nemmeno una libreria. L’isola che non c’é é la libreria che Pontinia aspettava da oltre ottant’anni.

Nel preambolo alla nostra chiacchierata ti ho definito la mia libraia virtuale, a causa della distanze che intercorre tra noi. Perché in Italia le libreria sono così poco diffuse?

Prima della diffusione delle librerie dovremmo parlare della mancanza di una vera e propria cultura del libro le cui cause, mi dispiace, vanno rintracciate nella scuola. A differenza di pochi insegnanti, veramente illuminati, la maggior parte di essi non é minimamente interessato a diffondere la lettura in classe né é aggiornato sulle ultime uscite. Tranne alcuni casi di insegnanti delle elementari, é soprattutto alle medie (quello che io amo definire il buco nero) che si verificano i peggiori disastri. I bambini che mi chiedevano i libri diventano dei ragazzini disinteressati e solo pochi di loro, verso i sedici anni, tornano in libreria.

La diffusione degli e-book e degli e-reader ti spaventa?
No, assolutamente e non é solo per le percentuali di diffusione ma perché credo che essi abbiano gli stessi effetti benefici delle biblioteche che funzionano. Queste vengono tacciate di tagliare i piedi alle librerie, ma non é così! Le biblioteche che funzionano creano un circolo vizioso ed incentivano la lettura. La stessa cosa accade con gli e-book. Quanti clienti mi hanno detto che, una volta acquistato l’e-reader, non sarebbero più tornati in libreria. E questo non solo non è mai accaduto, perché il cartaceo e digitale possono coesistere, ma spesso sono tornati proprio per acquistare la versione cartaceo del libro che hanno appena finito. Tra l’altro mi sto attrezzando per vendere anche a L’isola che non c’é i libri in formato digitale.

Che differenza c’é tra la piccola e la grande libreria? Credi che, più o meno, sia quella che esiste tra il negozio dietro l’angolo e il grande supermercato?
Avere una libreria é un’arma a doppio taglio: da un lato ti permette di conoscere tutti i tuoi clienti e di anticipare le loro richieste, dall’altro rischia di diventare un mestiere troppo invadente nei confronti di chi non vuole condividere con gli atri i propri gusti in fatto di libri. Quante volte ci capita di parlare dell’ultimo film o dell’abito acquistato? Tante, eppure dell’ultimo libro appena letto é altrettanto facile parlarne? No, ed é per questo che io ogni volta che si apre la porta della mia libreria studio bene chi mi trovo davanti e so quando tacere e fare in modo che il cliente venga da a chiedere. Questa é la differenza tra la piccola e la grande libreria.

Più che un problema di chiusura delle libreria mi sembra che la questione sia attirare le persone. Non ti sembra?
Credo che tu abbia proprio ragione e già mi vedo, in un futuro non molto lontano, su un’ape piena di libri che gira in un lungo e in largo l’Italia. La presenza in mezzo alla gente é l’aspetto fondamentale, vivere e lavorare con le persone e far passare la lettura come la cosa più naturale del mondo: questa é la mia missione. Spesso la lettura é vista con troppo distacco e un bene per pochi. Questa é una cosa che ha sempre fatto comodo ad un certo tipo di intellighenzia. C’é un libro per ognuno di noi e per qualsiasi tipo di argomento. Non bisogna e non si deve leggere per forza un certo autore ma farlo solo per assecondare la passione sfrenata per la conoscenza. Le librerie chiudono per la disattenzione al lettore, per la crisi economica ed anche per il numero eccessivo di uscite annuali. I grandi gruppi editoriale saturano il mercato per controllarlo ed é difficilissimo in questa situazione trovare quello che veramente vale la pena leggere.

Maria che cosa stai leggendo?
La donna lumaca di Rosaria Iodice, la storia di Angela e dei suoi sentimenti troppo a lungo negati. Un bellissimo libro e chi mi conosce sa che i mie giudizi sono sempre ponderati.

Maria é una vera e propria istituzione per la sua città per la quale organizza sempre tantissime iniziative, presentazioni, laboratori per le scuole e per il Maggio dei libri ha intenzione di realizzare, nella sua libreria, una serie di aperitivi letterari.

Ditemi che anche nella vostra città c’é una libraia così!

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Clara Raimondi

Cresciuta tra le storie inventate da mamma e papà e dopo aver letto centinaia di volte Marquez e tutti gli autori sudamericani, ha fondato Reader’s Bench (www.readers-bench.com): un blog letterario ma anche un posto speciale dove parlare di libri. La famiglia poi si é allargata e sono nati Little Readers, dedicato ai piccoli lettori, e Young Writers il blog degli scrittori emergenti. Per ultimo é arrivato Reader’s Bench Magazine, un giornale letterario digitale, in free download, che ha superato le 400 000 visualizzazioni. Vorrebbe lavorare in, su, per, tra, fra i libri.

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