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Clara Raimondi

L’orologio di Bendetta, la storia d’amore tra una figlia e una madre

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Perché mia madre non è la donna meravigliosa che avrei meritato? Perché mia figlia non è esattamente quello che volevo che fosse? Perché ci ostiniamo ad andare contro il fiume della vita e ad opporci a quello che deve accadere?

 

Accettare la realtà del qui ed ora sembra essere la grande sfida di oggi. Una guerra che si fa ancora più aspra soprattutto quando davanti a te si presentano sentenze inoppugnabili come quella a cui assistette, tanti anni fa, Gabriella La Rovere.

 

“Sua figlia è autistica”, così le dissero, “E presenta anche segni di schizofrenia” e così rincarano la dose. E Gabriella, lei stessa dottoressa e conscia dei primi segni premonitori, che nella medicina e nella scienza aveva fondato la sua vita, che cosa sceglie di fare?

 

Proprio in quel fiume della vita in cui tutti dimenticano di essere, decide di buttarsi e di rendere l’esistenza di Benedetta meravigliosa e speciale.

 

Benedetta va a scuola, impara a suonare le sue adorate percussioni, legge Harry Potter e intrattiene con lui una fittissima corrispondenza e poco importa che sia la stessa Gabriella ad impersonare il personaggio della Rowling.

 

L’importante è che Benedetta sorrida, gioisca di ogni attimo della vita e soprattutto crei relazioni con gli altri. L’obbiettivo di Gabriella diventa quello di rendere felice sua figlia, ad ogni costo.

 

E Bendetta, dal canto suo, insegna alla madre la bellezza dei gesti semplici, delle piccole grandi scoperte e l’importanza di non essere perfetti.

 

Divenire, insieme, persone migliori. Costruire un rapporto d’amore tra madre e figlia: è questo l’obbiettivo della nostra esistenza di donne.

 

Un percorso di vita straordinario raccolto nelle pagine di L’orologio di Benedetta, un lungo excursus sulla vita di una madre e di una figlia che Gabriella La Rovere scrive per Mursia.

 

Lo sto aspettando con trepidazione e ve ne parlerò prestissimo sulle pagine di Blogario. In questa giornata dedicata alle persone con disabilità aspetto le vostre riflessioni.

 

Non credete che il più grave handicap sia quello di non riuscire ad amare?

 

Clara Raimondi

3 dicembre 2014

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Clara Raimondi

Cresciuta tra le storie inventate da mamma e papà e dopo aver letto centinaia di volte Marquez e tutti gli autori sudamericani, ha fondato Reader’s Bench (www.readers-bench.com): un blog letterario ma anche un posto speciale dove parlare di libri. La famiglia poi si é allargata e sono nati Little Readers, dedicato ai piccoli lettori, e Young Writers il blog degli scrittori emergenti. Per ultimo é arrivato Reader’s Bench Magazine, un giornale letterario digitale, in free download, che ha superato le 400 000 visualizzazioni. Vorrebbe lavorare in, su, per, tra, fra i libri.

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